CHI NON MUORE ovvero: DOVEROSE PRECISAZIONI

8 mesi che non posto. Non che pensi d’essere mancato a chicchessia, ma.

Dice…che hai fatto in 8 mesi? Hai smesso di leggere?
Negativo.
Ti sei arruolato e sei andato a combattere in Siria?
Negativo.
Hai contratto un raro virus meglio noto come “herpes alle mani” (cit.) che ti ha paralizzato le dita e impossibilitato a scrivere?
Sei forse morto?
Negativo. Chi non muore, si rivede. E noi, ci rivediamo.

In questi 8 mesi ho lavorato come uno stronzo, continuato a leggere e bere birra (a proposito: prometto solennemente una nuova recensione in tempi umani), e rifatto il trucco al mio primo romanzo.
“La Didattica dell’Odio” esce il 6 dicembre, per la casa editrice Bel Amì.

Per rendere l’idea di ciò che ho fatto, è opportuno raccontare una storia. Il libro è stato pensato nel 2007\8, iniziato nel 2009 e finito nei primi mesi del 2011. Quando con il caro Giorgio abbiamo iniziato a pensare a un saggio di filosofia sull’Odio, e io contestualmente a un romanzo, eravamo LONTANISSIMI dai moderni Grillo e grillerie varie.

Quindi, l’idea di un comico che scendesse in politica, era tutt’altro che abusata.
Complici i tempi elefantiaci dell’editoria italiana, il libro ci ha messo UNA CIFRA a apparire, e nel frattempo le cose sono andate…. beh, non dico esattamente come avevo predetto io, ma na specie.

Facile intuire che quando alla fine ho trovato qualche pazzo disposto a investire sui miei deliri, ho dovuto rimettere mano al testo.

Ecco, questo è il motivo per cui non ho postato più una sega.

Per chi vuole, l’appuntamento è per il 6 dicembre alla Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma, “Più Libri Più Liberi”, dove scatenerò il delirio allo stand di Bel Amì. Poi, quando mi cacceranno (perchè mi cacceranno da li, sappiatelo), si continua al “The One”, discoteca attigua alla fiera.
La rivincita della letteratura sulla mondanità, invadiamo una discoteca per presentare un libro. Una vita passata a subire gli stràli di fortune avverse, che vedevano prosperare gli Art Cafè e gli Spazi ‘900 di stà cippa, luoghi in cui l’unità di misura dell’uomo è in grammi (di coca), ed ecco che mi servono calda calda l’occasione della vendetta: il mio libro blocca una discoteca. Bello, cazzo. Bella storia.

Quindi chi si vuol vendicare insieme a me di anni di tunz-tunz subita, si schieri.
Per tutti gli altri, prometto che cercherò di essere un tantinello più presente qui.
That’s Danifornication.

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